Enrico Marcora

GIOCO D’AZZARDO; UDC: “BENE PROPOSTA PD, ORA FRONTE COMUNE”

Il Capogruppo Quadrini: “subito provvedimento per rimuovere videopoker da luoghi pubblici: sempre più numerosi episodi dipendenza patologica”

MILANO, 22 FEB. – Solo ieri l’Udc in Regione Lombardia ha rilanciato il PLP, Progetto di Legge al Parlamento, depositato già in ottobre e sottoscritto dai Consigliere centristi Gianmarco Quadrini, Valerio Bettoni ed Enrico Marcora con l’obiettivo di imporre il “divieto di installazione dei sistemi di gioco d'azzardo elettronico, slot machines e videopoker in luoghi pubblici”.

Oggi arriva la proposta di legge del Partito Democratico lombarda per la prevenzione e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, che incassa “l’apprezzamento” dell’UDC e spinge i centristi “a invitare PD e tutti coloro che ci stanno a far fronte comune per affrontare in modo organico questa emergenza”.

Gianmarco Quadrini, Capogruppo Udc, prende come riferimento i videopoker e spiega che “l’impatto sociale dell’aumento del gioco d’azzardo nel nostro Paese è devastante, anche grazie alla facilità con cui si accede nei locali pubblici a queste macchine si ingenerano sempre più numerosi episodi di dipendenza patologica e di disgregazione familiare”.

Secondo l’esponente centrista “a queste gravi ripercussioni sociali si uniscono altri fenomeni legati al protagonismo della malavita e della criminalità organizzata nell’indotto del gioco d’azzardo, dell’usura e, come dimostrato da numerosi fatti di cronaca, anche nella gestione diretta dei videopoker”.

La proposta di legge dell’UDC – depositata contemporaneamente dell’Udc a Montecitorio, in Consiglio regionale in Veneto e in Piemonte – prevede anche delle sanzioni amministrative: da 1000 a 6000 euro a chi non rispetta la norma, nonché la confisca e la distruzione e la conseguente distruzione degli apparecchi.

“Dobbiamo avere il coraggio di dire basta, perché – si legge nella nota diffusa dai Consiglieri centristi – in questo periodo di grave crisi economica e occupazionale anche in Lombardia il vortice di dipendenza nel quale cadono le persone che giocano d’azzardo e i costi sociali di questo fenomeno si stanno spaventosamente dilatando”.

PROPOSTA DI RISOLUZIONE SU DIPARITA' LICENZIATI

Proposta di Risoluzione sulle disparità di trattamento fra i lavoratori licenziati dall’impresa e quelli licenziati da studi professionali, associazioni e Onlus.

LAVORO, UDC IN CAMPO PER TUTELARE LICENZIATI ONLUS E STUDI PROFESSIONALI

Il Capogruppo Quadrini: “inaccettabile avere in Lombardia lavoratori di serie A e di serie B, il Governo intervenga”

MILANO, 17 FEB. – “Esistono in Lombardia disparità inaccettabili tra i lavoratori che perdono il lavoro nel mondo dell’impresa e quelli licenziati da associazioni, Onlus, corpi intermedi o studi professionali”. Con queste motivazioni i Consiglieri regionali dell’UDC al Pirellone hanno scritto stamani al Presidente della Commissione Attività produttive e occupazione di Regione Lombardia, Mario Sala, per sottoporre una Proposta di Risoluzione volta a “sollecitare il Governo nazionale a introdurre maggiore equità”.

Secondo gli esponenti centristi - Quadrini, Bettoni e Marcora – “ci sono situazioni di grave ingiustizia sociale che si manifestano con sempre maggior frequenza e a cui si dovrebbe dare un’adeguata risposta, perché oggi ai lavoratori licenziati da soggetti che non siano imprese non vengono riconosciute le indennità di mobilità e alle aziende che potrebbero assumerli vengono negate qualsiasi tipo di agevolazioni contributive”.

“Per colmare il divario tra licenziati di serie A e serie B”, l’UDC vuole quindi impegnare il Governo regionale “ad adottare tutte le iniziative necessarie per modificare la norma nazionale e dare le stesse opportunità di reimpiego a tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro. Obiettivo dichiarato: “superare una disparità di trattamento che si fonda esclusivamente sulla natura imprenditoriale o meno del datore di lavoro che li ha licenziati”.

MOZ. N. 276 SU RIFORMA CONI E SOSTEGNO SPORT

Mozione concernente l'autoriforma del Coni e il sostegno allo sport di base

REGIONE LOMBARDIA; CONDIVISIONE UNANIME SU MOZIONE PER RIFORMA CONI E SOSTEGNO SPORT DI BASE

MILANO, 14 FEB. -  “Una riforma condivisa del Coni nella salvaguardia dell’autonomia dello sport e improntata sui principi di sussidiarietà e federalismo e un’ampia riflessione sul ruolo che le autonomie locali devono assumere nel sostenere e promuovere lo sport e l’associazionismo sportivo locale come servizio sociale necessario per la coesione della società”. Sono questi gli obiettivi che Valerio Bettoni, Consigliere regionale dell’Udc al Pirellone, chiede al Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni e al nuovo Governo, attraverso una mozione sottoscritta da tutti i Gruppi consiliari e depositata stamani in Consiglio Regionale.

Secondo Bettoni “è importate che anche Regione Lombardia rifletta sul fatto che il Coni ha annunciato, senza adeguato confronto democratico e partecipazione, una autoriforma delle sue strutture territoriali che comporta l’azzeramento dei Comitati Provinciali: una visione dirigista e centralista che rischia di far saltare anche le Federazioni Provinciali e l’associazionismo sportivo di base, il cui valore sociale è risorsa fondamentale che si sviluppa proprio attorno alle strutture e alle attività sul territorio dei Comitati Provinciali”.

Non ha senso proporre l’organizzazione delle Olimpiadi del 2020, se contestualmente – ha spiegato Bettoni - si smantella la partecipazione sportiva di base, il dilettantismo, il carattere popolare di una pratica diffusa, l’identità di un movimento sportivo che costruisce dal basso anche le eccellenze olimpiche e le visibilità internazionali di grande effetto mediatico e organizzativo”.

“Lo sport è socialità, partecipazione, solidarietà – ha concluso Bettoni – è scuola, integrazione, sanità, benessere, rispetto e coscienza civica: per questo va difeso come investimento alla coesione della società e ne va garantito il futuro con maggiore certezza per l’impegno dell’associazionismo, delle Federazioni, dei Comitati Provinciali del Coni, del volontariato, orgoglio e risorsa della comunità nazionale. Per questo vogliamo che anche da quest’aula parta una riflessione seria su quanto sta succedendo nel mondo dello sport in Lombardia e in Italia”.

FAMIGLIA; MARCORA (UDC): "CON NUOVA LEGGE RINCARI PER 61 MILIONI"

MILANO, 15 FEB. – “La prova di forza del presidente del Consiglio Davide Boni ci ha portato a decidere di lasciare l’aula perché le regole valgono per tutti e il loro rispetto è fondamentale in democrazia”. Questo il motivo per cui l’UDC ieri sera ha deciso di uscire dall’aula durante la votazione del PDL 66. “Noi siamo più che favorevoli al quoziente famigliare che da sempre fa parte del nostro modo di pensare – spiega Enrico Marcora – ma ciò di cui si parla in questa legge è tutt’altra cosa. A nostro parere non è una razionalizzazione dei costi ma una precisa scelta politica dettata  dalla maggioranza Pdl-Lega che porterà ad un aumento dei costi per le famiglie  lombarde per oltre 61 Milioni di Euro”.

Oltre ai costi l’UDC contesta anche i tempi, la confusione tra costo sanitario e sociale, la deformazione della legge 109 e l’abbandono della presa in carico da parte di Regione Lombardia.

“La proposta di modifica – spiega Marcora – non distingue chiaramente tra componente sanitaria e sociale, per esempio, un anziano o un disabile malato terminale continua ad essere a carico di una quota sociale o diviene un paziente a tutti gli effetti a carico del sistema sanitario?

Con il decreto 109 si era fatta una conquista significativa per i disabili gravi e per gli anziani non autosufficienti.

“Noi – conclude il centrista - siamo dell’idea che debba essere l’Ente pubblico a farsi carico della persona in difficoltà, con questo pdl, invece, lo si vuole relegare ad una funzione strettamente economica".

RIMPASTO GIUNTA; UDC: “PICCOLO CEROTTO AUTOREFERENZIALE, UN’ OCCASIONE PERSA”

MILANO, 9 FEB. – Il rimpasto operato dal Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, “non entusiasma” l’UDC al Pirellone. In una nota il capogruppo, Gianmarco Quadrini, sottolinea “il carattere di autoreferenzialità e autosufficienza di questa operazione, che poco ha a che fare con un reale cambio di passo tanto auspicato, quanto necessario”.

“Non cambia nulla – si legge in una nota – anzi è sicuramente un’occasione persa per fare anche in Lombardia quello che si sta facendo a livello nazionale e che la situazione di crisi economica, politica e morale richiede”.

Secondo il Consigliere centrista si tratta infatti “di una mossa frutto di liturgie partitiche che non premiano il merito e non puntano alla soluzione di una crisi politica reale all’interno del Governo lombardo, ma segue solo logiche di appartenenza e di un’autosufficienza inattuale che rischia dimettere ulteriormente in risalto la debolezza di questa compagine governativa”.  

Si poteva avere più coraggio per imprimere a questa seconda parte di legislatura un ritmo più deciso, per aprirsi e coinvolgere, ma – si chiude la nota – alla fine si è preferito mettere un piccolo cerotto su una ferita che ha bisogno di cure più grandi”.

MOZ. N. 272 SU ADESIONE PETIZIONE FIAB

Mozione riguardante l'desione alla petizione FIAB per l'incentivazione dell'uso della bicicletta e riconoscimento dell'infortunio in itinere da e verso il luogo di lavoro.

 

INCIDENTI IN ITINERE, UDC PRESENTA MOZIONE IN REGIONE

Marcora (UDC): “è urgente riconoscere la bicicletta come mezzo di trasporto casa-lavoro per estendere la copertura assicurativa a chi non inquina

MILANO, 8 FEB. – L’Udc presenta una mozione per far aderire anche Regione Lombardia alla petizione di FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus) in cui si chiede di equiparare, dal punto di vista del riconoscimento Inail, eventuali incidenti che possano incorrere negli spostamenti casa-lavoro in bicicletta, estendendo dunque anche i ciclisti i benefici contenuti nell'art. 12 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e favorire così l'utilizzo di questo mezzo di trasporto a impatto zero.

“Tale iniziativa – spiega Enrico Marcora, primo firmatario della mozione sottoscritta bipartisan anche da altri consiglieri -  tenta di colmare una grave lacuna del legislatore che evidentemente non ritiene la bicicletta un mezzo di trasporto di pari dignità rispetto agli altri mezzi di trasporto pubblici. L’incentivazione dell’uso della bicicletta risponde pienamente all’attuazione di politiche a favore della mobilità sostenibile e per alcuni può essere necessitato anche da motivi economici”.

“Nel nostro Paese – conclude Marcora – dove il bike sharing è sempre più diffuso il Ministero del Lavoro non lo considera un mezzo di trasporto pubblico e nonostante le 10mila firme già presentate da Fiab nel 2010 a favore della modifica nulla è ancora stato fatto. Una situazione che purtroppo fa da deterrente a tutte le campagne sulla mobilità sostenibile messe in campo dalle istituzioni. Una contraddizione che va sanata il prima possibile”. 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA n. 1125 SU VELLO - TOLINE

Interrogazione riguardante la riapertura al traffico ciclopedonale del tracciato Vello - Toline (BS).

 

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