BILANCIO; UDC: “ANCHE IN LOMBARDIA SPIRITO DI RESPONSABILITÀ NAZIONALE”

La proposta politica del gruppo consiliare Udc per ridefinire il bilancio regionale nella concordia e nella solidarietà nazionale

L’apparente ritorno ad una precaria normalità sui mercati finanziari non deve tranquillizzare per lo scampato pericolo di un temuto crollo italiano. Anzi, occorre sviluppare le modalità di risposta e di adeguamento della tenuta del Sistema Italia, poiché il disordine internazionale è un fenomeno di lunga durata, con l’Europa che stenta a costruire una politica economica condivisa attorno alla difesa della sua moneta e con l’Italia che ha palesato tutta la sua debolezza nella percepita crisi di governabilità.

Siamo tutti esposti su una drammatica emergenza nazionale, non solo per i ripetuti attacchi al sistema economico-finanziario della Repubblica, ma soprattutto per la ridimensionata credibilità di governo che è la prima causa della crisi e della debolezza del Paese nel reagire.

Per uscire dall’emergenza il Presidente della Repubblica sollecita tutti, partiti ed istituzioni, alla concordia e alla responsabilità, in un forte richiamo al dovere della solidarietà nazionale.

La Lombardia – dove più alta è la concentrazione di risparmio che viene bruciato, dove il sistema bancario ha il più forte radicamento di risorse, dove più alto è il concorso alla tenuta dell’economia – non può sottrarsi a questo autorevolerichiamo alla responsabilità e al riposizionamento di scelte politiche attorno alla manovra di risanamento delle spesa pubblica, che pesantemente investe e coinvolge anche il bilancio della Regione Lombardia.

Alla vigilia della discussione in Consiglio sull’assestamento di bilancio della Regione Lombardia per il 2011/2013, è sorprendente che il Presidente Formigoni e la sua maggioranza non abbiano la sensibilità di aprire analoga prospettiva di dialogo e di concertazione con le opposizioni e le parti sociali della Lombardia dopo mesi di stallo, di continue dissonanze tra PDL e Lega anche su questioni di minor rilievo e nel ben più grave contrasto, ancora oggi manifestato, con le proposte correttive del Ministro Tremonti.

Tutti dobbiamo produrre un cambiamento di posizioni politiche per uscire da una situazione critica e difficile, perché basata sulla poca credibilità internazionale che le istituzioni hanno di proporre e governare i duri ma necessari sacrifici.

I consiglieri regionali dell’Unione di Centro – analogamente all’impegno assunto dai parlamentari nel far passare una manovra non condivisa ma urgente per non compromettere il futuro degli italiani – sollecitano il Governo regionale a porre fine ad una presuntuosa autosufficienza, ripetutamente scaduta in sterili dissidi, ed aprire una nuova fase di confronto con le opposizioni per ridefinire le politiche di bilancio della Regione per il prossimo triennio, radicalmente modificate ed aggravate della manovra salva conti.

Poco condividiamo i contenuti del decreto economico-finanaziario, ancora dirigista, centralista e che penalizza per tagli lineari la responsabilità delle autonomie locali a trovare, a parità di saldi, il modo più efficace per contenere le spese e sostenere lo sviluppo. Ancor meno approviamo il bilancio di previsione di Regione Lombardia che oggi è un libro dei sogni vanificato dai nuovi tagli sommari e che solo sulla carta ha coperture per previsioni di interventi ridimensionati dalla più recente crisi.

Per altro, dall’analisi dei dati dell’assestamento compare la disponibilità di risorse aggiuntive, in spese correnti e in conto capitale, per circa 500milioni che solo cinque mesi fa non c’erano e che, seppur denotano una carente capacità di programmazione e di utilizzo di risorse, oggi possono essere subito meglio impiegate.

Ma se la casa brucia anche in Lombardia dobbiamo rapidamente intervenire per spegnere focolai di incertezza e di dubbio sull’efficacia delle proposte correttive e per mantenere credibile la ripresa della crescita.

Siamo dunque disponibili ad una rapida approvazione di variazioni di bilancio che assumano subito gli interventi di emergenza prospettati fino al 2014, proponendo solo pochi emendamenti tutti concentrati sulla selezioni di investimenti capaci di sostenere lo sviluppo, la cui incidenza nel rapporto deficit-Pil è altrettanto importante per un più efficace rispetto del patto di stabilità europeo.

Può partire dalla Lombardia una nuova stagione di solidarietà nazionale per affrontare il risanamento delle storiche debolezze della nostra finanza pubblica e ricercare una necessaria nuova credibilità di governo, se in Lombardia sapremo almeno affrontare la difficile operazione di correzione del Bilancio regionale con un nuovo sentimento di concordia e di concorso alla credibilità delle istituzioni nel superare la grave situazione di emergenza.

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