LAVORO, UDC IN CAMPO PER TUTELARE LICENZIATI ONLUS E STUDI PROFESSIONALI

Il Capogruppo Quadrini: “inaccettabile avere in Lombardia lavoratori di serie A e di serie B, il Governo intervenga”

MILANO, 17 FEB. – “Esistono in Lombardia disparità inaccettabili tra i lavoratori che perdono il lavoro nel mondo dell’impresa e quelli licenziati da associazioni, Onlus, corpi intermedi o studi professionali”. Con queste motivazioni i Consiglieri regionali dell’UDC al Pirellone hanno scritto stamani al Presidente della Commissione Attività produttive e occupazione di Regione Lombardia, Mario Sala, per sottoporre una Proposta di Risoluzione volta a “sollecitare il Governo nazionale a introdurre maggiore equità”.

Secondo gli esponenti centristi - Quadrini, Bettoni e Marcora – “ci sono situazioni di grave ingiustizia sociale che si manifestano con sempre maggior frequenza e a cui si dovrebbe dare un’adeguata risposta, perché oggi ai lavoratori licenziati da soggetti che non siano imprese non vengono riconosciute le indennità di mobilità e alle aziende che potrebbero assumerli vengono negate qualsiasi tipo di agevolazioni contributive”.

“Per colmare il divario tra licenziati di serie A e serie B”, l’UDC vuole quindi impegnare il Governo regionale “ad adottare tutte le iniziative necessarie per modificare la norma nazionale e dare le stesse opportunità di reimpiego a tutti i lavoratori che perdono il posto di lavoro. Obiettivo dichiarato: “superare una disparità di trattamento che si fonda esclusivamente sulla natura imprenditoriale o meno del datore di lavoro che li ha licenziati”.

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