PARTITO DELLE LIBERTA'
QUADRINI: “IL PPE ITALIANO LO VUOLE FARE CON CAPEZZONE O CON LA MUSSOLINI?”
Milano, 18 febbraio 2008 - “Ho grosse difficoltà a vedere nel Pdl il Ppe italiano”. Così Gianmarco Quadrini, Capogruppo Udc al Pirellone rispondendo alle dichiarazioni del Presidente Formigoni sul Pdl.
“Rispetto la scelta di Berlusconi e di Fini anche se solo qualche settimana fa il leader di An giurava che non sarebbe mai entrato nel PDL e lanciava anatemi contro il Cavaliere, tuttavia – ha aggiunto Quadrini – faccio veramente fatica a immaginare una grande unità del PDL di fronte, per esempio, ai temi etici. Va molto bene Formigoni, ma come si può pensare di fare il Ppe italiano con Capezzone e la Mussolini o con chi in Forza Italia e in An votarono no al referendum sulla procreazione assistita?”.
Della stessa idea anche Luigi Baruffi, Segretario Regionale dei centristi in Lombardia, che proprio qualche giorno addietro aveva scherzosamente rispedito al mittente l’invito del Governatore lombardo a entrare nel nuovo partito di Berlusconi.
“E perché non entra lui nell’Udc?” rispondeva Baruffi, durante una trasmissione televisiva, all’intervista di Formigoni apparsa la scorsa settimana su Il Giornale.
“Sarebbe talmente naturale la sua adesione - aggiungeva Baruffi - che invece di essere corrente cattolica minoritaria nell’arca di Noè del PDL, potremmo essere insieme partito. E la differenza tra partito e corrente è chiara anche alle ampie porzioni di società civile cattolica che sostengono Formigoni”.
“Ho ben presente il senso delle proporzioni - spiegava Baruffi - ci mancherebbe altro, conosco i numeri di Forza Italia e di An, tuttavia non penso che una “Forza Italiona” nata dallo sportello di un’auto, sia la soluzione per l’unità dei cattolici in politica; se questo è il problema”.
“La storia di Formigoni, la sua abilità nel portare avanti quello che si è affermato come un modello di governo – ha dichiarato oggi Quadrini – poco hanno a che fare con la semplificazione del Pdl”.
“Ha ragione il Presidente lombardo, i cattolici saranno sicuramente determinanti – ha concluso l’esponente centrista – ma pensare che l’Italia sia come gli Stati Uniti è un errore. Il bipartitismo deciso a tavolino dalla macchina ex diessina e dal berlusconismo è una forzatura antistorica e poco democratica che non rappresenta l’Italia e lo è ancora di ancora di più se si pensa che questo assetto anglosassone corrisponda realmente al volere degli italiani”.
18/02/2008 16.05.19
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