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INTERVENTO DELL'ON. CASINI
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Direzione nazionale Udc, 14 febbraio 2008

Ecco il discorso che Pier Ferdinando Casini ha tenuto giovedì 14 febbraio durante la Direzione Nazionale del  partito.

Cliccando qui di seguito potrete invece seguire il leader dell' Udc durante la trasmissione Radio Anch'io del 15 febbraio scorso: www.radio.rai.it/radio1/radioanchio/video.cfm


Quando 14 anni fa nacque il Polo della Libertà, al quale siamo rimasti fedeli sempre, nella buona e nella cattiva sorte, non avremmo mai pensato un giorno di dover rinnegare i nostri valori e le nostre radici per avere cittadinanza in quest’area politica. Casini avverte Berlusconi: “Senza intesa, sarà scontro”

Oggi questa scelta ci è richiesta con il pretesto delle semplificazioni: in realtà aderire ad un listone così composito da comprendere Mastella e Fini, la Mussolini e Lamberto Dini, Capezzone e Giovanardi dubito che possa aiutare la governabilità del Paese o contribuire alla serietà della politica. E pur tuttavia rispettiamo chi ha fatto questa scelta.

Siamo pronti alla collaborazione ma non alla annessione in un disegno che non ci appartiene e non sentiamo nostro.

La colpa che ci viene imputata non è di aver fatto ribaltoni o di non essere stati fedeli ai nostri elettori o di aver tenuto comportamenti immorali o di chiedere posti ma solo e semplicemente di non dimenticare la nostra storia e la nostra identità che è poi quella di parte del mondo cattolico italiano e dei democratici cristiani.

In altre circostanze,ci viene addirittura contestato di aver espresso le nostre opinioni a testa alta e di non aver piegato la schiena. Di alcune di queste idee in particolare siamo ancora oggi orgogliosi. Nel momento in cui piangiamo la caduta del Maresciallo Giovanni Pezzullo siamo fieri di aver sostenuto col nostro voto in Parlamento i militari inviati nel mondo a combattere il terrorismo.

Li abbiamo sostenuti coi fatti, con gli atti politici.

Altri solo con le parole. Pochi minuti fa mi avete chiesto di guidare una campagna elettorale avanzando la mia candidatura alla Presidenza del Consiglio. Vi sono grato. Ne sono onorato e scioglierò presto le mie riserve. So che la battaglia è difficile ma certo più appagante della comodità di qualche poltrona ministeriale. E’ un segnale chiaro che vogliamo indirizzare a quei giovani italiani che vedono sempre più la politica come la ricerca di un piccolo potere personale fine a se stesso.

Vorrei infine rivolgermi a quei cittadini italiani che, dopo questi 2 anni di pessimo governo Prodi, finalmente oggi sentono vicina una alternativa politica e chiedono a tutti i leaders moderati di mettere da parte personalismi e incomprensioni per favorire la vittoria del centro destra.

A loro voglio dire che sarà effimero ogni successo che non si basi sul rispetto delle idee di tutti e di ciascuno. Di questo vorrò parlare ancora, nelle prossime ore, con l’onorevole Berlusconi perchè sia chiaro che la volontà di dividere questo popolo non è di chi conserva l’orgoglio della propria storia e identità ma di chi pretende l’immissione forzata nel proprio partito.scegliendo nella Lega l’alleato unico e preferenziale e realizzando così una vera e propria mutazione genetica dell’alleanza.

Qualche ora di riflessione in più non toglierà nulla alla efficacia della nostra campagna elettorale, che comunque vi invito ad iniziare subito nelle periferie del Paese, ma renderà ancor più chiaro la responsabilità di tutti e di ciascuno per questa lacerazione che subiamo in nome della dignità e dell’onore.Sì, è vero, per alcuni questi sono concetti del passato, ma per me, per noi, rappresentano l’idea della politica che vorremmo trasmettere ai nostri figli.

L’idea della politica che aveva il nostro amico Roberto Nobili, sindaco di Piazza al Serchio, morto qualche anno fa per soccorrere un alpinista disperso. Oggi qui con noi c’è suo figlio.

Con il nostro atto di questa mattina vogliamo anche essere coerenti con l’esempio di suo padre.

20/02/2008 15.23.53

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