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STATUTO REGIONE LOMBARDIA
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Primo sė dal Consiglio

Milano, 13 marzo. E' stato approvato oggi dal Consiglio il testo del nuovo Statuto della Regione Lombardia. La votazione si è conclusa dopo tre giorni di lavori con 61 voti a favore e nove astensioni. Qui di seguito è possibile leggere la dichiarazione di voto che il Capogruppo Quadrini ha pronunciato in aula.


Illustre Presidente, Cari Colleghi,dopo due giorni di intenso dibattito, ci apprestiamo a votare il testo del nuovo statuto di Regione Lombardia.

Vorrei svolgere qui due considerazioni, una di metodo ed una di merito.

Per quanto concerne il metodo, trovo che questa seduta di consiglio consegni agli annali un dibattito acceso, spesso condotto con toni aspri, ma sempre rispettoso delle posizioni altrui.

Ho ascoltato con attenzione gli interventi dei colleghi e francamente ritengo che il testo che ci apprestiamo a licenziare oggi sia il migliore che noi potevamo elaborare.

Tutti probabilmente avremmo voluto un testo diverso in grado di rispondere appieno alle proprie istanze politico - amministrative.

Tuttavia la mediazione si è resa necessaria perché, come è stato detto più volte nel corso del dibattito, lo Statuto è per tutti i lombardi e non solo per una parte di essi.

Anche noi dell’UDC, avremmo preferito un testo maggiormente coraggioso su alcuni temi, quelli etici su tutti, dico francamente che avrei preferito leggere un chiaro riferimento alle radici cristiane del popolo lombardo più che un generico richiamo alla tradizione cristiana.

Però, abbiamo accettato una formulazione diversa, mossi da un autentico spirito costituente e consapevoli che il risultato raggiunto era già di per se di grande importanza.

Mi rammarico solo che in qualche collega tale spirito costituente è venuto meno ed è prevalsa una logica di parte, a volte personalistica, che mi auguro non derivi dalla ricerca di una visibilità personale.

Ho sentito molte critiche, mosse a questo statuto, soprattutto dai colleghi della Sinistra Arcobaleno.

Cari Colleghi, questo non è lo statuto della Giunta o del suo Presidente, ma è lo statuto di tutti. Se poi la Giunta, nella figura dell’Assessore Colozzi ha seguito, con atteggiamento rispettoso i lavori della Commissione, francamente non vi trovo nulla di straordinario.

Consentitemi ora una considerazione di merito.

Con questo statuto, unitamente ai precedenti interventi legislativi in materia di federalismo differenziato e di federalismo fiscale, noi completiamo il percorso di definizione della nostra autonomia.

Appare più vicino il traguardo federalista, ora tocca allo Stato fare la sua parte, accogliendo le nostre richieste in merito all’Art.116 della Costituzione e riformando il sistema bicamerale, costituendo finalmente un senato federale.

Ecco in cosa consiste il tanto vituperato modello lombardo, colleghi della sinistra: nella capacità di realizzare, in breve tempo un preciso disegno politico, con metodo e rapidità.

Per quanto concerne il testo dello statuto intendo richiamare qui, gli elementi che giustificano il voto positivo che l’UDC si appresta ad esprimere.

Noi ci riconosciamo nell’Articolo 2 e nei principi che esso enuncia, nella difesa della vita in ogni sua fase, nella promozione della famiglia costituzionalmente riconosciuta e nel riconoscimento delle tradizioni cristiane del popolo lombardo.

Consideriamo inoltre di fondamentale importanza la formulazione del principio di sussidiarietà, inteso sia in ottica orizzontale che verticale.

L’introduzione del Consiglio delle Autonomie Locali, inoltre, eleva al rango degli organismi, statutariamente tutelati, l’ente consultivo che raggruppa gli enti locali regionali.

Autonomia verso l’esterno e autonoma crescente al suo interno, questa è la ricetta nei rapporti interistituzionali, che emerge dalla lettura del testo statutario.

Quindi noi, approvando lo statuto lombardo, delineiamo la fisionomia di una regione, sussidiaria, rispettosa delle autonomie locali, e forte della propria tradizione e dei propri valori.

Ora, se ce ne sarà il tempo, la commissione speciale statuto, sarà chiamata a predisporre il testo della nuova legge elettorale regionale, auspico che il metodo utilizzato per elaborare lo Statuto, venga mantenuto.La legge elettorale dovrà incontrare la massima condivisione possibile. Avviandomi alla conclusione mi sia consentito di formulare un augurio personale.

Mi auguro che questo statuto divenga fondamento dell’ordinamento regionale, entri nel cuore del popolo, venga rispettato dalle autorità politiche, sia difeso dalla Giunta e dal Consiglio e costituisca il terreno sul quale sono fabbricate le istituzioni regionali e ancorate le nostre libertà.

13/03/2008 15.52.09

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