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CRISI FINANZIARIA
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ECCO LE PROPOSTE DELL'UDC

Roma, 31 ott. 08 (Fonte: Apcom) - Di fronte alla crisi dei mercati che ormai "si è propagata all'economia reale", la manovra del governo "è del tutto insufficiente" e va cambiata soprattutto per venire incontro alle famiglie. E' la premessa della proposta lanciata oggi dall'Udc: 100 euro al mese (1.200 all'anno) per il primo figlio a carico e altri 50 euro al mese (600 all'anno) per ciascuno dei figli successivi, per tutte le famiglie con reddito inferiore ai 50.000 euro. Contributo raddoppiato per i figli disabili. Un intervento "vero", sottolinea Casini, che stronca la proposta avanzata dal governo di un prestito da 5.000 euro: "E' una proposta ridicola, un pannicello caldo. Alle famiglie serve ossigeno, non altri prestiti"

La proposta dell'Udc scatterebbe dal prossimo dicembre e proseguirebbe per tutto il 2009: costa circa 7 miliardi, "in linea con le cifre di cui si parla in questi giorni", spiega il responsabile economico del partito Luciano Galletti. Costo sostenibile vista "la maggiore flessibilità sui parametri Ue", e modulabile secondo le disponibilità, agendo ad esempio sulla soglia di reddito. Ma soprattutto, spiega Casini, sono risorse che "in gran parte ritornerebbero allo Stato sotto forma di maggiori introiti fiscali: da un lato con l'Iva, visto che le famiglie sono in una tale difficoltà che spenderebbero immediatamente questo bonus in beni di consumo, dall'altro lato sotto forma di maggiori imposte sul reddito per i commercianti che vedrebbero aumentare le vendite".

Ma non è questo l'unico intervento per le famiglie proposto dall'Udc: prima di tutto, l'obiettivo finale resta l'introduzione in via definitiva, a partire dal 2010, del quoziente familiare; misura "usata dal Pdl in campagna elettorale per prendere voti, ma di cui non c'è più traccia nell'azione di governo". E poi i centristi propongono la deducibilità integrale degli interessi passivi sui mutui prima casa: attualmente si possono detrarre gli interessi al 19% fino ad un massimo di 4.000 euro l'anno. Infine, istituzione di un fondo per combattere la povertà e per sostenere i redditi da lavoro sotto la soglia di povertà. 

Proposte che Pier Ferdinando Casini porta al confronto con il Governo, cui rivolge "un consiglio affettuoso: basta con il  delirio di autosufficienza, ascolti con serenità le proposte dell'opposizione. L'Italia è in recessione, la crisi morde ormai l'economia reale. La manovra scritta a luglio è del tutto insufficiente, e va corretta con misure straordinarie: non è più il momento degli spot". Un esempio per tutti: "La ridicola discussione sulla 'Robin Hood tax' sugli extraprofitti di banche e assicurazioni, che ora invece dobbiamo sostenere con interventi  straordinari... Altro che preveggenza del Governo”.

Oltre alle proposte per la famiglia, la risposta dell'Udc alla crisi dei mercati si articola su altri due pilastri: il sostegno alle imprese e interventi di sistema.

Per le imprese, i centristi propongono di detassare gli utili reinvestiti nell'azienda in innovazione, ricerca e sviluppo; sviluppo sostenibile e risparmio energetico; investimenti produttivi; aumento dell'occupazione. Per fronteggiare la crisi di liquidità, l'Udc propone di rafforzare il ruolo dei confidi, andando incontro in particolare alle Pmi. E ancora: introdurre il sistema di liquidazione dell'Iva secondo il prncipio di 'cassa'; prevedere l'estensione della Cig a tutte le aziende e attivare percorsi di riqualificazione e reimpiego di lavoratrici e lavoratori anziani, prevedere per il sud una fiscalità di vantaggio, trasformando i finanziamenti a fondo perduto in crediti di imposta, perchè - spiega Savino Pezzotta - "la crisi morde i più deboli e rischia di aumentare il divario nord-sud".

Quanto alle proposte di sistema, si parte da un "Piano per il rilancio delle infrastrutture" che garantisce un ritorno immediato in termini di occupazione e crescita. L'Udc propone poi di allentare il patto di stabilità per gli enti locali, escludendo le spese per investimenti. Si chiede inoltre di ridefinire il ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, che una dotazione di circa 90 miliardi: 20 potrebbero finanziare la manovra anticrisi ed evitare i tagli indiscriminati, gli altri 70 potrebbero finanziare il rilancio delle infrastrutture.

Le ultime tre proposte insistono sul settore bancario. Prima di tutto si chiede, "come ha fatto anche Draghi", di allineare il tasso Euribor (in media 5%) al tasso di interesse ufficiale della Bce: 3,75%. Misura fondamentale per aiutare le famiglie in difficoltà con i mutui a tasso variabile. Poi si chiede di introdurre un tetto di 500.000 euro per gli stipendi dei manager degli istituti di credito in cui lo Stato acquisisce partecipazioni: "Un intervento di moralità - spiega Casini - che renderebbe tutto più credibile, visto che l'intervento dello Stato si rende necessario in presenza di una difficoltà manageriale". Infine, L'Udc chiede di istituire una Commissione parlamentare bicamerale di garanzia per il controllo sulle partecipazioni e sugli interventi dello Stato nelle banche e nelle imprese. Una garanzia, spiega Casini, "che non ci siano intromissioni politiche".

Qui di seguito una scheda delle succitate proposte:

31/10/2008 13.35.07

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