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CRISI; UDC A FORMIGONI: “VA GOVERNATA, SE CI SEI BATTI UN COLPO”

MILANO, 8 NOV. – “Se ci sei batti un colpo, la crisi va governata e affrontata, non possiamo fare come l’orchestrina del Titanic”. È quanto hanno dichiarato stamani i Consiglieri regionali dell’Udc al Pirellone rivolgendosi al Presidente di Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a margine della seduta del Consiglio Regionale che ha dato il via libera alla Risoluzione che accompagna il Dsa, il documento strategico annuale che contiene le linee d'azione e le politiche che Regione Lombardia metterà in campo il prossimo anno.

“La situazione è molto grave anche in Lombardia – hanno spiegato gli esponenti centristi – oggi abbiamo votato un documento superato, un libro dei sogni che non tiene conto dei pesanti tagli della finanziaria e della situazione congiunturale”.

Gianmarco Quadrini, Enrico Marcora e Valerio Bettoni hanno poi puntato il dito contro l’assenza in aula del Presidente Formigoni e contro “l’inaccettabile immobilismo nell’attività legislativa: nelle commissioni giacciono moltissimi Progetti di Legge, ma la Giunta lombarda continua imperterrita a preferire l’autosufficienza e a ignorare il lavoro del Consiglio, segnando così una profonda distanza tra la loro azione politico amministrativa e le esigenze dei lombardi”.  

Infine l’appello dei centristi al Presidente Formigoni per “riscrivere un nuovo Bilancio e una nuova programmazione in modo condiviso attraverso l’istituzione di un comune tavolo di crisi tra Giunta e Consiglio”.

“Formigoni ci deve dire se preferisce governare la Lombardia, l’Italia o le continuare nelle sue battaglie solitarie contro il Governo. Da lui – hanno concluso Quadrini, Marcora e Bettoni - pretendiamo un chiarimento politico su come intendo affrontare la situazione perché deve prendere atto che la realtà richiede una iniziativa politica di emergenza e una nuova concertazione”.

QUADRINI: «CATTOLICI BRESCIANI, UNIAMOCI»

L'INTERVISTA. Intervento a 360 gradi del segretario Udc che «chiama» i personaggi di tutti gli schieramenti: da Del Bono a Paroli, da Peroni a Galperti alla Gelmini. Il tavolo politico del centrosinistra: «Idv e Sel? Sono distanti da noi» Al Pd: «Perché non immaginare una coalizione di larghe intese?»

Brescia. Dal sindaco del Popolo della libertà Adriano Paroli al capogruppo del Partito Democratico Emilio Del Bono. Da Stefano Saglia, sottosegretario ex Alleanza Nazionale, al parlamentare  Guido Galperti, storica anima della  Margherita bresciana. Fino agli esponenti di spicco di alcune correnti di Forza Italia: Mauro Parolini, Margherita Peroni. Mariastella Gelmini. È ancora lunga la lista dei politici locali a cui il segretario dell'Udc Gianmarco Quadrini si rivolge per lanciare una proposta coraggiosa; una «reunion» dei cattolici bresciani, di tutti gli schieramenti. Un esperimento che vada oltre i tradizionali schemi di oggi. «Vorrei capire, al di là dei contenitori, quali sono le motivazioni che ci tengono davvero separati - dice il centrista -. Le esperienze di questo mondo non devono andare perdute». Continua a leggere

LA POSIZIONE DELL'UDC SULLE RICADUTE DELLA MANOVRA IN LOMBARDIA

Per Prima Pagina di oggi pubblichiamo gli interventi dei Consiglieri Udc durante l’ultima seduta del Consiglio regionale della Lombardia durante la quale si è discusso delle ricadute della Manovra finanziaria nella nostra regione.

Apri l'articolo per scaricare i testi completi dei discorsi.

ENTI LOCALI, AMMINISTRATORI LOMBARDI UDC A CONFRONTO

On. Mauro Libé

Milano, 17 set. – Una sala gremita di amministratori e dirigenti dell’Unione di Centro ha accolto ieri sera a Milano l’On. Mauro Libé, neo responsabile del dipartimento Enti locali del partito.

Il ritardo della riforma delle Autonomie locali, gli effetti dell’ultima manovra sui comuni lombardi, l’estensione delle regole del patto di stabilità interno ai comuni con più di mille anime i principali argomenti affrontati durante la riunione. E un grande obiettivo: rimettere al centro la formazione permanente dei futuri amministratori e degli attuali eletti per essere sempre più competenti e aderenti alle moderne esigenze dei cittadini.

Durante il suo intervento l’On. Libé ha sottolineato che “in questi ultimi anni è aumentata la distanza tra le esigenze degli amministratori e la politica”. Principale imputato “l’eccessivo partitismo e una politica centralista che ignora le necessità dei comuni, in particolare di quelli medio piccoli”. Da qui l’opportunità di raccogliere, attraverso le numerose e appassionate indicazioni emerse durante l'assemblea, la voce unanime dei nostri amministratori contro le storture della manovra romana e le vessazioni che subiscono le autonomie locali, ma anche l’impegno di rendere consueto e strutturato il confronto tra gli eletti e la condivisione all'interno del partito delle loro migliori pratiche ed iniziative.

FESTA NAZIONALE UDC, ECCO IL PROGRAMMA DI CHIANCIANO 2011

Cari lettori, qui sotto potete scaricare il programma della festa nazionale che si terrà a Chianciano dall'8 all'11 settembre.

BILANCIO; UDC: “ANCHE IN LOMBARDIA SPIRITO DI RESPONSABILITÀ NAZIONALE”

La proposta politica del gruppo consiliare Udc per ridefinire il bilancio regionale nella concordia e nella solidarietà nazionale

L’apparente ritorno ad una precaria normalità sui mercati finanziari non deve tranquillizzare per lo scampato pericolo di un temuto crollo italiano. Anzi, occorre sviluppare le modalità di risposta e di adeguamento della tenuta del Sistema Italia, poiché il disordine internazionale è un fenomeno di lunga durata, con l’Europa che stenta a costruire una politica economica condivisa attorno alla difesa della sua moneta e con l’Italia che ha palesato tutta la sua debolezza nella percepita crisi di governabilità.

Siamo tutti esposti su una drammatica emergenza nazionale, non solo per i ripetuti attacchi al sistema economico-finanziario della Repubblica, ma soprattutto per la ridimensionata credibilità di governo che è la prima causa della crisi e della debolezza del Paese nel reagire.

Per uscire dall’emergenza il Presidente della Repubblica sollecita tutti, partiti ed istituzioni, alla concordia e alla responsabilità, in un forte richiamo al dovere della solidarietà nazionale.

CONTRIBUENTI O TARTASSATI?

Equitalia (fonte:web)

Equitalia, la società incaricata della riscossione nazionale dei tributi, è spesso sotto accusa per i metodi vessatori utilizzati nei confronti delle famiglie, dei commercianti, degli artigiani e delle PMI già pesantemente colpite dalla crisi economica.

Stiamo preparando un progetto di legge per affrontare il "fenomeno Equitalia": se anche tu sei stato “vittima” di Equitalia, raccontaci in forma anonima la tua esperienza, ci servirà per migliorare la nostra proposta.

 

CHE FINE FARANNO I 45 MILIONI DI EURO CHE IL TICINO DEVE AI NOSTRI COMUNI?

Il consigliere regionale Valerio Bettoni interviene in merito al tira e molla tra Regione Lombardia e Svizzera sulla questione frontalieri.

Il tiro alla fune tra Ticino e Lombardia e, più in alto, tra Svizzera e Italia sulla questione-frontalieri si va facendo sempre più duro e si sta anche allungando a dismisura nel tempo. Dal 1974 è in vigore un accordo faticosamente raggiunto tra Berna e Roma, dopo anni di polemiche. In virtù di tale accordo internazionale, il Cantone Ticino deve versare il 38% delle imposte alla fonte, pagate dai frontalieri nell’anno fiscale. Tradotto in cifre, in virtù di questa intesa, dal Ticino arrivano ai Comuni italiani di provenienza dei frontalieri 53 milioni di franchi, che al cambio attuale fanno circa 45 milioni di euro. Il nuovo governo ticinese, eletto nello scorso aprile, con un rafforzamento notevole della Lega che ha vinto le elezioni, chiede una revisione della quota dell’imposta alla fonte. In buona sostanza i ticinesi vogliono trattenersi un po’ dei soldi che ci spettano e lo fanno anche come reazione alle posizioni assunte da Roma e in particolare dal ministro Tremonti contro la piazza finanziaria elvetica. La Lega batte i pugni sul tavolo, forte del doppio consigliere portato nell’Esecutivo, che ora è formato da due leghisti, un liberale, un socialista e un democristiano. Proprio il democristiano neoeletto Beltraminelli ha fatto da ago della bilancia, schierandosi con la Lega nel rivendicare cordoni della borsa più stretti verso l’Italia. I leghisti non vanno per il sottile e vogliono il congelamento del riversamento. Pretendono che anche Berna si schieri su questo fronte e alzi la voce. A urlare praticamente ogni domenica attraverso il suo giornale è il presidente della Lega dei ticinesi, Giuliano Bignasca, antico amico di Umberto Bossi e dei leghisti lombardi, soprattutto quelli del Varesotto. Se il Ticino è per la linea dura, Berna invita alla trattativa e vuole evitare scontri frontali con l’Italia. La macchina della diplomazia si è messa in movimento ai livelli più alti, cioè con il Consiglio federale.

LOMBARDIA, REGIONE IN PANNE

Le elezioni amministrative, diventate di fatto un giudizio politico di metà mandato sul Governo, e ancor di più la partecipazione referendaria hanno evidenziato che la crisi del berlusconismo e dell’alleanza del centro destra con la Lega sono giunte ad un punto molto critico, probabilmente irreversibile.

Si rischia uno stallo generale nella confusione e nell’incertezza dei prossimi mesi.

Il raduno di Pontida ha ulteriormente aggravato le tensioni e i rischi di ingovernabilità, evidenziando che la Lega, non essendo capace di essere partito di governo, tende ad accentuare il suo essere forza di lotta e di disgregazione.

E’ di particolare gravità anche la situazione di blocco che si sta producendo in Regione Lombardia per questa irrisolta questione della Lega, del suo ruolo, delle sue pretese egemoniche e di integralismo egoistico.

Nel primo anno di attività il gruppo UDC in Regione Lombardia non ha mancato di evidenziare le contraddizioni politiche della maggioranza che ora stanno esplodendo.

COMUNALI; UDC: NESSUN APPARENTAMENTO, ECCO LE NOSTRE PRIORITÀ

MILANO, 21 MAG. – “Vogliamo ribadire la nostra scelta che è la naturale conseguenza del percorso autonomo che abbiamo intrapreso a livello nazionale contro questo bipolarismo muscolare ed inconcludente”. È quanto si legge in una nota diffusa dai coordinamenti regionale e cittadino dell’Unione di Centro riuniti ieri sera a Milano per analizzare i risultati elettorali e per discutere dell’imminente ballottaggio.
“Non indicare per chi votare – continua il comunicato – non ci impedisce tuttavia di comunicare ai nostri elettori le priorità programmatiche che hanno contraddistinto la nostra campagna elettorale e costituiscono la futura base della nostra azione politica a Milano”.

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